Esame tricologico

Esame tricologico

Esame tricologico Il problema della caduta dei capelli interessa molte persone e spesso le cause che determinano tale condizione sono molteplici, per cui è necessario rivolgersi ad un esperto per capire quale sia realmente la motivazione e individuare la cura adatta.
Chi soffre di alopecia o perdita di capelli notevole, vive in una condizione di disagio in quanto i capelli sono una parte fondamentale della persona ed hanno un impatto estetico non indifferente.
Per valutare i presupposti sulla possibile esistenza del problema o constatare la salute del capello, è consigliabile rivolgersi al dermatologo tricologo che sottopone il soggetto ad un esame importantissimo, ossia il tricogramma. Si tratta di un procedimento piuttosto semplice e poco invasivo, attraverso cui lo specialista riesce ad esaminare la salute dei propri capelli.

Che cos’è il tricogramma

Il tricogramma è un esame di routine e rappresenta il punto di partenza per intraprendere una cura specifica per i capelli. Attraverso tale esame, lo specialista osserva a livello microscopico diverse aree del cuoio capelluto, in modo da poter determinare l’eventuale presenza di problematiche.
In base alla morfologia del bulbo pilifero, si possono stabilire i diversi stadi di crescita o caduta. È importante intervenire sul problema il prima possibile perché nel caso in cui il soggetto dimostra di avere capelli radi o sfibrati, può tranquillamente agire in via precauzionale prima che avvenga la caduta.
Nel caso in cui l’esame tricologico mostri invece una situazione di caduta diversa, quindi una problematica più grave, è necessario intervenire tempestivamente in maniera senz’altro differente.
Non c’è niente comunque di irrisolvibile, questo è certo ed è importante sottolinearlo, anche perché fortunatamente i metodi curativi sono molteplici e mostrano una notevole efficacia nel tempo, bisogna solo essere pazienti e seguire attentamente la cura che fa al caso proprio.

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Come si svolge l’esameEsame tricologico

Per chi non ha mai svolto l’esame tricologico, è utile in questa sede accennare il procedimento per fornire un’idea generale.
Innanzitutto è bene sottolineare che tale trattamento non può essere svolto in presenza di tinture o capelli lavati di recente in quanto i risultati potrebbero risultare falsati.
Si consiglia infatti di non lavare i capelli almeno 7 giorni prima dell’esame, in modo da poter analizzare la problematica senza errori di interpretazione.
L’esame tricologico consiste nel prelevare capelli in diverse zone del cuoio capelluto, sia quelle danneggiate che quelle sane, in modo da poter avere un riscontro quanto più attendibile.
Una volta prelevati i capelli, essi vengono analizzati attraverso un microscopioluce polarizzata: si valuta la struttura del capello e le condizioni della radice.
In base all’osservazione, lo specialista sarà in grado di stabilire se il capello del paziente si trovi in una fase di:
– anagen, ossia la prima fase di crescita, dove il capello cresce circa 1 cm al mese e dura dai 3 ai 7 anni;
– catagen, la seconda fase e dura dalle 2 alle 3 settimane, il pelo va verso gli strati più superficiali dell’epidermide e il follicolo è in fase di riposo.
– telogen, ovvero la fase terminale, che dura due-tre mesi e le attività vitali sono completamente cessate. Il capello, seppur morto, rimane ancora sul cuoio capelluto e con una leggera trazione cade.
Ciò potrà essere stabilito in base a delle percentuali relative a queste fasi.

I vantaggi dell’esame

L’esame tricologico ha il vantaggio di poter individuare il punto di partenza inerente la cura specifica del capello, ma può anche capitare che non basti per identificare la patologia e quindi è necessario sottoporsi a successivi controlli.
Ogni problematica relativa ai capelli è sicuramente soggettiva e richiede una valutazione esclusivamente personale.

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Cosa fare dopo il tricogramma

Dopo l’esame tricologico, sarà lo specialista a dover determinare l’esito e stabilire conseguentemente se il diretto interessato deve sottoporsi ad altri esami o è sufficiente questo primo passaggio.
In base ai risultati, il dermatologo tricologo emette una diagnosi e stabilisce il trattamento mirato per la risoluzione del problema.
I rimedi possono essere vari e comprendono cure farmacologiche o non farmacologiche.